L'uomo senza cappello e la donna con le scarpe grigie
Capitolo 7
Era sabato, due settimane dopo la gita in montagna e la doppia rivelazione di Aldo e Giulia (vai al paragrafo 7.1). L'uomo senza cappello era sul marciapiede della stazione, il biglietto in mano di andata e ritorno per Milano. Aveva deciso di fare un giro per il centro di Milano, neanche lui sapeva bene perché, e che cosa sperava di ottenere dal breve viaggio. Forse aveva solo bisogno di uscire dalla stanza di albergo e di passeggiare per delle vie dove non riconosceva gli edifici e i negozi, dove non rischiava di inciampare in un ricordo ad ogni passo. Arrivò il treno, l'uomo salì e andò a sedersi a metà dell'ultima carrozza.
La donna con le scarpe grigie arrivò trafelata in stazione: riuscì a saltare sul treno per Milano all'ultimo istante, dopo qualche secondo di affanno attraversò il corridoio per andarsi a sedere a metà dell'ultima carrozza, la fila dietro quella dove si era seduto l'uomo. Anche lei non sapeva perché la mattina si era svegliata con l'idea di andare a Milano, e dopo avere deciso che non aveva alternative attraenti si era recata in stazione.
Avevano appena superato la stazione di Chivasso, e il treno era fermo in attesa delle cose che attendono solitamente i treni, anche se nessuno sa di cosa si tratti. Ci fu uno schianto assordante da dietro e tutti gli occupanti del vagone furono spinti in avanti.
La donna con le scarpe grigie si trovò, senza capire come, di fianco all'uomo senza cappello. Non capiva lei, e non capiva lui, cosa stesse succedendo: come mai quel fumo? e la puzza di bruciato? e la gamba che non si riesce a muovere? e i capelli insanguinati sugli occhi?
I giornali del giorno dopo avrebbero scritto che una locomotrice aveva sbagliato manovra ed era penetrata nell'ultimo vagone del treno per Milano distruggendolo. Avrebbero anche scritto che l'incidente aveva fatto due morti, una donna e un uomo di Torino.
Una coppia (vai al paragrafo 7.2), avrebbero dovuto sposarsi due mesi dopo.