L'uomo senza cappello e la donna con le scarpe grigie
Paragrafo 7.2
La donna guardò l'uomo che, nel frastuono, si era trovato inspiegabilmente accanto a lei, l'uomo che aveva odiato nelle ultime due settimane. E l'uomo guardò lei, la donna che non avrebbe mai più voluto incontrare e che chissà come mai ora si trovava così vicino a lui. E, senza sapere come, senza avere idea di chi l'avesse fatto per primo, si sorrisero.
Lei gli passò teneramente le dita tra i capelli insanguinati, cercando di riordinarlo, e attirò la bocca di lui alla sua. Lui volle toccarla, ma non riusciva a muovere il braccio, allora si prese la mano sinistra con la destra e la pose sul seno di lei, ma la mano era insensibile e non ne capì la morbidezza, poi allungò il piu possibile le labbra per baciarla: non riusciva ad avvicinare la testa, se solo ci provava aveva un male al petto che gli sembrava di essere stato pugnalato. Così non poterono baciarsi, lei e lui erano completamente immobilizzati tra i rottami del treno, riuscivano a muovere solo un braccio ciascuno, e non poterono toccarsi dappertutto, fare aderire i loro corpi come avrebbero voluto. Allora si sorridevano senza parlare, si accarezzavano i volti con le mani e con lo sguardo, si mandavano baci attraverso la poca aria che si trovava tra di loro, e ogni tanto scoppiavano in una risata, ma ridere faceva loro male.
Erano felici di essersi ritrovati, e di colpo non c'erano più problemi tra di loro: sapevano di non potere permettersi di perdere tempo in discussioni, sottigliezze, prevaricazioni, egoismi. Avevano ritrovato la magia di quando si incontravano da sconosciuti, di quando non chiedevano nulla all'amore, e quindi avevano tutto.