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L'uomo senza cappello e la donna con le scarpe grigie

 

Paragrafo 6.2

 

L'uomo senza cappello entrava in ufficio alle 8,30 (il lunedì alle 8,40: si prendeva un po' più di tempo la mattina a casa per incominciare la nuova settimana). Si sedeva alla scrivania, accendeva il computer e iniziava a lavorare. Faceva il programmatore software, non perché gli piacesse il lavoro in sé, ma perché, tra le cose che sapeva fare, era quella che gli permetteva di avere meno contatti con le altre persone. Si era fatto la fama di persona poco collaborativa, ma era un ottimo programmatore e in ufficio erano riusciti a trovare il modo di sfruttare le sue capacità.

 

Alle 10,30, anche il lunedì e senza il bisogno di controllare l'orologio, si alzava dalla sedia, andava in bagno e dopo a prendere un caffé al distributore automatico, caffé che avrebbe bevuto seduto alla propria scrivania.

Comunicava coi colleghi tramite la posta elettronica: in questo modo gli fornivano la documentazione di ciò che doveva realizzare, con le tempistiche e tutte le informazioni necessarie. Senza mai avere dei ritardi, infallibilmente, l'uomo rispondeva inviando una mail nel giorno prefissato allegando il programma sviluppato, collaudato e funzionante.

 

Alle 12,50 si alzava per andare a pranzo, sempre nel solito bar all'angolo della via, si sedeva nel solito tavolino se era libero e pranzava velocemente leggendo il giornale come se fosse la cosa più importante della sua vita, mentre in realtà delle notizie e degli articoli era ben poco interessato, e il giornale serviva principalmente per isolarsi dal mondo circostante. Dopo il caffè ritornava in ufficio per la via più breve.

Anni prima era accaduto che un cliente che gli aveva commissionato un lavoro si fosse lamentato perché a suo parere il programma non era a posto, e non si comportava come era stato richiesto. Era nata una discussione tra il cliente e la ditta dell'uomo che non si riuscì a risolvere facilmente. L'uomo senza cappello fu interpellato e rispose, via mail, evidenziando che il suo programma eseguiva esattamente ciò che era scritto sul documento di specifiche, e che piuttosto c'era un errore nella scrittura delle caratteristiche, e non nello sviluppo del programma. Aveva ragione, e da allora non ci fu più alcuna contestazione al suo lavoro.

 

Alle 16,30, senza che fosse necessario controllare l'ora, l'uomo si alzava per andare nuovamente in bagno e al distributore per prendere il caffé pomeridiano, che avrebbe bevuto alla scrivania.

Un'altra volta era capitato, e ancora se ne parlava dopo tanto tempo, che il programma consegnato dall'uomo nei tempi richiesti avesse un piccolo errore, niente di importante, però la notizia ebbe una certa risonanza nell'ufficio. L'uomo senza cappello aveva avuto una forte influenza ed era stato a casa in malattia l'ultima settimana prima della consegna. Era però riuscito a rispettare la data di termine del lavoro.

 

Alle 18,30 l'uomo si alzava dalla scrivania per andare a casa. Il lunedì ciò capitava alle 18,40, il giovedì alle 17,30.

 

Capitolo 6.

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Carlocinato.com è a cura di Carlo Cinato.