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L'uomo senza cappello e la donna con le scarpe grigie

 

Paragrafo 6.1

 

L'uomo e la donna trascorrevano il proprio tempo libero insieme, non perché amassero particolarmente stare insieme o perché avevano bisogno l'uno dell'altra, ma perché era per loro l'unico modo di stare insieme. Erano entrambi gelosi, e non potevano permettersi di vivere separatamente sapendo che l'altro era libero di fare ciò che desiderava. Passavano il tempo discutendo di mille implicazioni, dei pensieri dell'altro, chiedendo rassicurazioni, facendosi promettere il futuro.

Qualche volta lui rinfacciava a lei di essersi lasciata toccare da uno sconosciuto all'ufficio postale. Lei rispondeva che non si trattava di uno sconosciuto ma del suo futuro marito. Lui allora iniziava a interrogarla, fino a farla arrabbiare, allora stavano in silenzio e non si parlavano per tre o quattro giorni. Lei invece gli rinfacciava di avere avuto altre donne in passato, donne che sicuramente non aveva dimenticato e, anzi, confrontava con lei. E lei perdeva in questo confronto, perché erano sicuramente più belle, certamente più spigliate, amorevoli, simpatiche.

 

Ma nonostante le discussioni continuavano a stare insieme, anzi, proprio dopo i litigi stavano ancora più insieme e più vicini, temendo che dopo una lite il rischio di tradimento fosse maggiore.

Ogni tanto discutevano di quanto sarebbe stato bello essere ricchi, o vincere dei soldi ai giochi a premi della televisione, in modo da non dovere più separarsi per andare a lavorare. Oppure, se i soldi vinti non fossero stati abbastanza, progettavano di aprire una tabaccheria, dove potere lavorare a fianco a fianco tutti i giorni.

Oppure discutevano di quando avrebbero avuto dei figli: lei avrebbe smesso di lavorare? Almeno temporaneamente sì, e allora sarebbe stata a casa da sola? e cosa avrebbe fatto tutto il tempo? e chi avrebbe incontrato? Era un problema grosso, era giusto iniziare a discuterne fin d'ora, e poco valevano le rassicurazioni della donna a riguardo: non basta volere essere fedeli, bisogna riuscire ad esserlo davvero, e lui sapeva come andavano certe cose. Come sapeva come andavano certe cose? Che cosa conosceva? Era stato con donne sposate? Ma no, ma no, si faceva per dire, è che lo spirito è forte eccetera. Eccetera niente, dimmi, sei stato con donne sposate, vero? Ammettilo, che è meglio, invece di continuare ad arrampicarti sugli specchi, tanto oramai ho capito che tipo sei, che non aspetti altro che mettermi le corna, e io che sono così ingenua che ho creduto alle tue parole. Ingenua tu? Altro che ingenua, fai finta di esserlo, per accalappiare le tue prede fai l'ingenua, cosa credi, che non ti ho visto quando sei andata a pagare il salumaio? Sei svicolata perché non ti stessi dietro, e chissà che cosa gli hai detto. Ma cosa vuoi che gli abbia detto, che sei arrivato dopo un secondo. Sì, un secondo, come se non fosse sufficiente un secondo per un'occhiata d'intesa. E così via per ore.

 

Vedevano pochissima gente: gli unici momenti che trascorrevano con altre persone erano le domeniche, ma solo quando il vecchio gruppo delle amiche di lei e il vecchio gruppo degli amici di lui organizzavano qualche uscita insieme. E, di questi due gruppi, le persone a cui erano più legati durante le gite erano Giulia e Aldo, i loro amici di lunga data che si erano fidanzati tempo prima.

 

Capitolo 6.

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Carlocinato.com è a cura di Carlo Cinato.